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Domaine Joubert e l'espressività sottovalutata del Gamay

Pubblicato il 22 Feb 2018 alle 09:37
Domaine Joubert e l'espressività sottovalutata del Gamay

Marcel Joubert è un personaggio fondamentale per lo sviluppo del Beaujolais al naturale. Compagno di avventure di Lapierre dal 1980, con una personalità strabordante, nell’ultimo anno ha rimesso l’azienda nelle mani della figlia Karine, supervisionando che le cose si facciano come e meglio di sempre.

Le vinificazioni e gli affinamenti avvengono a seconda della bisogna, in vecchie botti grandi o in cemento. I vini sono espressione pura del territorio, puntando sul frutto e sulla dinamicità di beva e nessun additivo o coadiuvante, solforosa inclusa.

Il Domaine Joubert ha parcelle sparse nelle denominazioni più importanti, dal Morgon Cote du Py a Fleurie, ma il cuore dell’azienda è a Brouilly, più a Sud, zona che dona vini più generosi in frutto ed estrazione. Le vigne hanno un’età media altissima, con punte oltre i 100 anni.

I VINI

Rossi:
Beaujolais Cuvée à l’ancienne. 100% Gamay. Un classico Beaujolais sulla freschezza, da vigne esposte a Ovest e 8 giorni di vinificazione per non estrarre troppi tannini e ottenere un frutto goloso e un “vin de soif”.

Brouilly Vieilles Vignes. 100% Gamay. Da vigne dai 70 ai 100 anni un Brouilly rotondo e fruttato con tannini croccanti. Vinificazione con macerazione carbonica in cemento, affinamento in cemento e massimo sei mesi in legni grandi e piccoli.

Fleurie Vieilles Vignes. 100% Gamay. Da uno delle migliori zone del Beaujolais, da terreni scistosi e di rocce friabili, un Fleurie setoso, dal naso espressivo e la bocca scorrevole.

Morgon Côte du Py. 100% Gamay. Dal cru più famoso di Morgon, su terreni di scisti argillo-calcarei, 15 giorni di macerazione carbonica per un vino di grande carattere che mantiene frutto e bevibilità.

Beaujolais Villages Cuvée Jules Chauvet. 100% Gamay. Ottenuto dalle vigne a La Chapelle en Guinchay da cui il Maestro di tutti i produttori della nouvelle vague del Beaujolais ricavava i suoi vini. Joubert è uno dei soli sei produttori a essersi meritato il rispetto necessario per poter prendere in affitto alcuni appezzamenti della vigna storica, quando Chauvet morì nel 1989. Si beve la storia, ma anche spezie e fragoline, croccantezza e lunghezza di sorso. Vino pazzesco.






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